00 08/04/2018 19:09
Grazie mille, in effetti ho puntato sulla razzia e mi sono risollevato dalla crisi economica. Come avevo pensato, il popolo della Germania non ha sperato troppo ed è cominciata una guerra civile. Fortunatamente la gran parte delle città è rimasta con me e anche parte dell'esercito, i secessionisti non hanno dato troppe noie.
Riparto con le domande: ma qualcuno mi può spiegare come diavolo gestire bene la politica? Mi sembra che la lealtà sia stata introdotta dopo Empire Dived, ma non vorrei dire stupidaggini. Fatto sta che prima non avevo problemi, mentre ora in ogni campagna c'è una guerra civile. Talvolta le caratteristiche dei vari membri di uno schieramento politico sono davvero stupide. Un greco che odia i Greci! Non è impossibile, però...

Fortunatamente sono riuscito a convincere Massilia( che possiede un ricco impero in Spagna, nel sud della Francia e nella Pianura Padana) e Roma(che ha conquistato Cartagine e l'Africa) ad attaccare gli Arverni, così ho potuto respingere i Nervi fino al confine della Germania, il Reno. Ora mi sto preparando a prendere almeno la Germania Minor, sperando bene.
Sono sopravvissuto alla guerra solo perchè il nemico si è trattenuto in modalità Assalto per 20 turni,
E qua io mi chiedo: è conveniente usare la modalità assalto? Credo di aver capito quasi tutto di Rome 2 ma questa è da quando lo ho che non la capisco. Se si usa la modalità assalto si guadagna ma al contempo, in caso di scontro, le truppe sono stanche. Per cui non è utile usarla se ci sono eserciti nemici nelle vicinanze... ma se non ci sono eserciti nemici nelle vicinanze non è meglio attaccare la città e razziarla? Questo non mi spiego. Grazie mille in anticipo.


"Povero me,sto per diventare un Dio." Tito Flavio Vespasiano, imperatore romano, sul letto di morte, 79 d.C.

"Ed allora questo principe, degno dell'immortalità, si tolse le insegne imperiali e le gettò via e, come se fosse un semplice privato, con la spada in pugno si gettò nella mischia. Mentre combatteva valorosamente per non morire invendicato, fu infine ucciso e confuse il proprio corpo regale con le rovine della città e la caduta del suo regno" Niccolò Sagundino, sulla morte(29 maggio 1453) di Costantino XI Paleologo.